L'impostazione del lavoro e le fasi operative
1.1 L'IMPOSTAZIONE DEL LAVORO

Il titolo del lavoro a prima vista lascerebbe pensare ad un lavoro poco originale, poiché non è la prima volta che ci si dedica ai cosiddetti alberi monumentali. In particolare era stato pubblicato nel 1994 un lavoro nato dalla collaborazione tra la Giunta regionale del Veneto ed il WWF: I grandi alberi della provincia di Padova, che ha visto analoghi lavori anche per le altre province nell'ambito di un progetto regionale.
Questo lavoro ha costituito per noi un valido aiuto ed una base di partenza di indubbio valore. Esaminandolo abbiamo però compreso quali fossero i limiti di un'impostazione del genere ed abbiamo cercato di cambiare decisamente rotta. Tre erano, a nostro parere, i punti deboli di un'impostazione tradizionale:
  1. un lavoro come quello esaminato tende a diventare in breve tempo obsoleto e a perdere così di valore e veridicità. Infatti l'oggetto stesso del lavoro, per sue caratteristiche intrinseche di entità biologica, tende ad invecchiare e a modificarsi, è sottoposto all'aggressione di organismi patogeni e degradatori, alle avversità dell'ambiente e, perché no, anche alla disattenzione o all'imperizia dell'uomo, che, talvolta, anche se mosso da buone intenzioni, con interventi discutibili provoca o accelera il decadimento e la morte dell'albero;
  2. la mancanza di un'indagine seria sullo stato fitosanitario e sulla stabilità, condotta anche con l'ausilio di strumenti, secondo le più recenti metodologie di indagine, non avrebbe chiarito all'utente finale l'effettivo stato di salute e le aspettative di vita dei soggetti censiti e di conseguenza non avrebbe fornito i dati essenziali per la gestione e per l'applicazione delle opportune misure di salvaguardia, laddove necessarie.
  3. la pubblicazione di schede riportanti solo "freddi" dati amministrativi e scientifici sarebbe stata di scarso interesse per un pubblico più vasto non composto esclusivamente da naturalisti o appassionati di scienze naturali.
In risposta a ciascuno dei punti sopra esposti abbiamo introdotto le seguenti novità con l'intenzione di qualificare maggiormente il lavoro:
  1. i dati, derivati dall'indagine, sono stati inseriti in un programma di gestione informatico, studiato e costruito ad hoc, reso modificabile e quindi aggiornabile dall'utente finale, facendo sparire nel contempo chilogrammi di carta e rendendo lo strumento comodo e circolabile.
    In questo modo si forniva l'utente di uno strumento di gestione vero e proprio in grado di seguire le variazioni che nel tempo fossero intercorse. Il lavoro, inteso come raccolta dei dati, viene però a configurarsi come un punto di partenza e la presenza di un archivio informatico rende necessario un aggiornamento nel tempo.
  2. Un elemento che abbiamo ritenuto fondamentale inserire per qualificare il lavoro è stata l'indagine di stabilità, eseguita secondo il metodo VTA (Visual Tree Assesment), un metodo di analisi messo a punto in Germania dal Prof. Mattheck, ed attualmente l'unico codificato e riconosciuto in sede legale in Germania ed altri Stati Europei. Il metodo prevede una procedura graduale per l'analisi delle condizioni interne del legno, che si esplica secondo una prima fase di analisi visiva e successive fasi che richiedono l'impiego di una specifica strumentazione (martello elettronico, Resistograph). [Figura 1]
    Tale aspetto della ricerca ha permesso di evidenziare l'effettivo stato di salute degli alberi, individuando i soggetti a rischio e fornendo all'utente gli elementi per poter mettere in atto delle misure di recupero e salvaguardia (già da noi suggerite all'interno del lavoro), oltre a poter intervenire nelle situazioni di potenziale pericolo per la collettività.
  3. L'impostazione da dare al lavoro avrebbe, inoltre, dovuto tenere conto sia delle esigenze del committente, che assumeva in questo caso anche il ruolo di utente finale principale e gestore della risorsa censita, sia dell'interesse di un eventuale pubblico. Fin dai primi contatti con il Settore Ecologia della Provincia, infatti, si era paventata l'ipotesi di una successiva pubblicazione del lavoro.
    Oltre ai dati per così dire tradizionali, che comunque non potevano essere omessi (notizie botaniche, dati amministrativi, grandezze dendrometriche; ecc.), sentivamo l'esigenza di inserire degli aspetti che rendessero il lavoro appetibile al grande pubblico. Si è pensato dunque di far si che l'albero cercato, trovato e censito diventasse non il punto di arrivo della ricerca bensì l'occasione per iniziare un ulteriore viaggio nei "dintorni dell'albero", un viaggio nei luoghi circostanti o, talvolta, a ritroso nel tempo, alla scoperta di testimonianze sedimentate nel paesaggio da secoli di storia.
    Le schede degli alberi sono state così arricchite di aspetti curiosi e seducenti, scoperta e recupero di un mondo andato e talora sopravvissuto in impercettibili tracce sedimentate sul territorio e visibili solo ad un occhio attento. Aspetti di un mondo povero, contadino, emigrante, testardo, duro,… un mondo di cui anche noi siamo figli e dove affondiamo le nostre radici, un mondo che abbiamo il dovere di non dimenticare. Un mondo di uomini semplici che con l'agricoltura, gli insediamenti abitativi, le bonifiche, i disboscamenti, la conquista dei terreni di pendio, il tracciamento di sentieri, ecc., hanno modellato e trasformato il paesaggio, lasciando "segni" e forme inconfondibili. [Figura 2]
    "In quasi ogni zona del nostro paese, montana o collinare, di pianura o costiera, l'ambiente naturale appare profondamente alterato dall'uomo e dalle sue fatiche: il paesaggio può essere visto allora come un documento storico di vicende fisiche e umane ad un tempo, risultato di un lungo, alterno ed incessante processo di stratificazione e trasformazione, dove sono impresse varie fasi dell'evoluzione della nostra civiltà. La comprensione dell'ambiente attuale non può prescindere dall'interpretazione storica e cioè da un percorso a ritroso nel tempo, in una completa esegesi dei luoghi, dei fatti e degli avvenimenti che hanno reso possibile a quel certo ambiente di trasformarsi e, attraverso continue ed incessanti elaborazioni, di giungere fino a noi così come oggi ci appare. L'analisi delle preesistenze o permanenze inerenti al paesaggio è dunque necessaria non già per una sterile rievocazione di ciò che non esiste più o che era diverso da come oggi ci appare, ma per individuare il legame esistente tra la forma degli interventi umani nel paesaggio e la società che ne ha fruito in passato, per comprendere i significati di fondo di alcune scelte compiute dalle generazioni passate che hanno adattato certe aree a particolari esigenze di vita associata; per verificare la continuità delle stesse o la loro evoluzione nella vita d'oggi. Quest'indagine consente spesso un approccio al passato attraverso una realtà viva, attraverso il reperimento delle tracce lasciate dagli uomini sul territorio (...)" .
    La ricerca storica ha così da un lato avvalorato, in alcuni casi, la "storicità" di alcuni alberi (è il caso di esemplari di cui si è trovata citazione in documenti storici datati [Figura 3 e Figura 4], dall'altro ha permesso il recupero di filastrocche, ricette, notizie su usi e costumi, citazioni, ecc. appartenenti ad epoche passate o tipiche della tradizione della zona dove l'albero si trova; frammenti sparsi, altrettanti stimoli per il lettore attento e per il viaggiatore curioso e sensibile.


1.2 LE FASI OPERATIVE

Le fasi del lavoro sono state le seguenti:

1. Fase preliminare:

a) Elaborazione della definizione di albero monumentale:
la definizione di albero monumentale è stata necessaria per fissare i criteri selettivi in base ai quali un soggetto doveva o meno essere censito. In un lavoro del genere il pericolo principale è di cadere nell'errore di censire tutto e male. A nostro parere, invece, la ricerca andava limitata ai soggetti veramente importanti o di non comune bellezza, in modo da concentrare le energie in un lavoro di qualità, più che di quantità. I parametri presi in considerazione sono stati i seguenti:
  • Dimensioni eccezionali in relazione alle caratteristiche della specie
  • Età eccezionale, plurisecolarità
  • Importanza storico-tradizionale
  • Importanza storico-tradizionale
  • Importanza artistica
  • Importanza scientifica

[Figura 5]

b) Predisposizione delle schede di censimento:
Le schede di censimento sono delle maschere di input del Data Base, riproducibili anche su supporto cartaceo. Con la loro definizione è stata fatta una scelta a priori delle informazioni da raccogliere:
  • Rilievo topografico ed evidenziamento dell'albero su carta topografica (scala 1:20.000). Questo lavoro è stato completato alla fine con il lavoro di georeferenziazione su supporto informatico (ArcView) in collaborazione con il CED della Provincia.
  • Determinazione dell'altitudine s.l.m.
  • Determinazione di informazioni botaniche:
    a) Specie (Nome scientifico, nome volgare)
    b) Famiglia
  • Nome locale
  • Dati amministrativi:
    a) Comune
    b) Località
    c) Toponimo
    d) "Come raggiungerlo"
  • Dati catastali:
    e) Foglio
    f) Mappale
    g) Proprietà
  • Rilievo delle grandezze dendrometriche:
    a) circonferenza a 1,30 m
    b) altezza totale
    c) altezza di inserimento della chioma
    d) area di insidenza, larghezza della chioma nelle direzioni cardinali
  • Determinazione dello stato fitosanitario e delle condizioni di stabilità:
    a) danni biotici
    b) danni abiotici
    c) esame VTA 1ª fase: individuazione visiva delle anomalie esterne (cavità, fessurazioni, presenza di carpofori, spiombature, tumori, colorazioni anomale della corteccia). In base ai risultati di questo esame preliminare potrà rendersi necessario un controllo approfondito, da effettuarsi in una seconda fase (vedi oltre), con l'utilizzo della strumentazione. L'esame è stato distinto in esame del colletto, del fusto e della chioma.


c) Individuazione degli alberi da censire:
L'individuazione degli alberi è stata condotta ricorrendo a:
  • Conoscenza diretta.
  • Bibliografia esistente, con particolare riferimento a precedenti censimenti.
  • Invio di un invito scritto a tutte le amministrazioni comunali, dalle quali abbiamo ricevuto diverse segnalazioni.
  • Invio di un invito scritto ad alcune Associazioni ambientaliste e non, operanti sul territorio.
  • Pubblicazione di un articolo su giornali locali.
  • Segnalazioni da parte di privati, contattati dai Comuni o venuti a conoscenza del lavoro tramite i giornali.


2. Fase operativa di raccolta dei dati

a) Lavoro di campagna: 1ª fase (raccolta dati, foto e analisi visiva VTA)

b) Lavoro di campagna: 2ª fase (foto e analisi strumentale VTA, dove stimato necessario in seguito all'esame visivo)

c) Ricerca d'archivio
La ricerca d'archivio è stata condotta presso gli Archivi di Stato di Padova, la Biblioteca storica dell'Orto Botanico di Padova, l'Archivio dell'Abazia della Vangadizza a Badia Polesine e del Monastero di Praglia, la Biblioteca del Dipartimento di Storia Medievale dell'Università di Padova, Bologna, Modena e Firenze. La ricerca d'archivio ha avuto lo scopo di portare a galla memorie del passato legate direttamente o indirettamente agli alberi censiti o ai luoghi dove essi hanno affondato le loro radici: avvenimenti o personaggi storici, tradizioni e credenze popolari tramandate nei secoli, curiosità, antiche ricette, ecc. Durante la ricerca i documenti storici ritenuti interessanti sono stati riprodotti e digitalizzati e successivamente introdotti nel programma. [Figura 6]

3. Fase di elaborazione dei dati e predisposizione degli elaborati

a) Studio ed elaborazione del programma informatico
Il Data Base per la raccolta e l'organizzazione dei dati, messo a punto in collaborazione con Cristiano Garonzi di ORBIT data base avrebbe dovuto consentire un'organizzazione adeguata delle informazioni, un continuo e veloce aggiornamento, la possibilità di avere report sulla base di grandezze di volta in volta ritenute significative e permettere di operare ricerche incrociate in maniera agile.

b) Inserimento dei dati, dei grafici e delle immagini

c) Proposte di interventi di gestione e salvaguardia

d) Georeferenziazione
Questa operazione è stata condotta a stretto contatto con il Sistema Informativo Territoriale - Settore Sistemi Informativi della Provincia.

(1) Giunta Regionale del Veneto - Segreteria per il Territorio, Associazione Italiana per il WWF, I Grandi Alberi della Provincia di Padova, Venezia, 1994.
(2) Cfr. Annalisa Maniglio Calcagno, Architettura del paesaggio, ed. Calderini, Bologna, 1983, p. 4 e seg.