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Il rischio idraulico nella Provincia di Padova
 

Studio di dettaglio di alcuni tra i comuni più a rischio della Provincia

La prima parte del presente lavoro è consistita, come si è già visto, nella valutazione del rischio idraulico associato ai vari comuni della provincia. I risultati ottenuti, sviluppati nell’ambito della Tesi di Laurea in Ingegneria Civile Idraulica "Aspetti Idraulici della Protezione Civile. Una valutazione del rischio per Padova e i Comuni della Provincia" (Laur. E. Isnenghi, Rel. Prof. G. Di Silvio) sono stati la base per la fase successiva del lavoro, relativa allo studio di dettaglio di molti comuni della provincia.
E’ stata scelta una quarantina di comuni della provincia (vedi tabella 3) tra quelli caratterizzati da un rischio più elevato, per problematiche in alcuni casi legate ai corsi d’acqua maggiori, in altri alla rete di bonifica e spesso ad entrambe le tipologie di rischio; per essi è stato poi condotto uno studio di dettaglio i cui risultati sono stati molto importanti anche per quanto riguarda la Carta della Pericolosità Idraulica Provinciale.
Per ognuno dei comuni scelti, le informazioni fornite dai Consorzi di Bonifica, dall’Autorità di Bacino Brenta-Bacchiglione dal Genio Civile e dal Magistrato alle Acque, in merito alla pericolosità idraulica del territorio comunale, sono state confrontate con i tecnici comunali e/o con i Gruppi di Volontari della Protezione Civile del singolo comune, in poche parole con chi, a livello locale, potesse ampliare l’informazione, fornendo indicazioni sui problemi specifici di una determinata area.
In tal modo, si sono potute approfondire le diverse tipologie di pericolosità che insistono sul singolo comune, integrando e arricchendo la conoscenza del territorio.
L’informazione disponibile presso gli Enti responsabili dei corsi d’acqua, generalmente più rigorosa da un punto di vista tecnico, ma spesso necessariamente meno dettagliata, è stata infatti puntualizzata mediante quella disponibile a livello locale, spesso basata sulla preziosa memoria storica di chi conosce in dettaglio un determinato territorio, così da verificare le ipotesi assunte, ma anche da evidenziare problematiche locali sfuggite a studi condotti su scale maggiori.
In tal modo si sono potute indicare, nella Carta della Pericolosità Idraulica Provinciale, ulteriori aree a rischio individuate a livello locale e rappresentate in marrone nella cartografia, aree che permettono di completare l’informazione sulla pericolosità idraulica che insiste sul territorio, dettagliandola maggiormente.
Una volta determinate le aree soggette a tutti i tipi di pericolosità idraulica presenti per ciascuno dei comuni studiati (aree azzurre, arancioni e marroni nella cartografia provinciale), si è chiesto ai tecnici dei comuni stessi di raccogliere alcune informazioni relative a tutte queste aree, utilizzando a tal fine delle schede standard fornite dalla Provincia e appositamente create da questi Uffici al fine di inquadrare persone e cose coinvolte in una eventuale alluvione.
Tali schede, in numero di dieci, sono state sviluppate su supporto EXCEL e riassumono le principali caratteristiche relative alla vulnerabilità della singola area soggetta a pericolosità; in particolare le varie schede riportano le seguenti informazioni:
  • Scheda 1 Informazioni generali sull’area: posizionamento nel territorio comunale, dimensione indicativa, abitanti, presenza di strade, ferrovie, aereoporti...
  • Scheda 2 Nome, indirizzo e numero di telefono delle persone non autosufficienti che vivono all’interno dell’area e che quindi necessitano di aiuto in caso di emergenza.
  • Scheda 3 Scuole situate all’interno dell’area, numero di studenti e del personale.
  • Scheda 4 Impianti sportivi presenti all’interno dell’area.
  • Scheda 5 Ospedali o cliniche con degenti posti all’interno dell’area.
  • Scheda 6 Attività produttive a rischio presenti all’interno dell’area, dove per rischio si intende la presenza di sostanze o eventuali tecniche produttive che non siano compatibili con l’acqua (vernici, sostanze chimiche, galvaniche...)
  • Scheda 7 Allevamenti presenti all’interno dell’area.
  • Scheda 8 Discariche presenti all’interno dell’area.
  • Scheda 9 Servizi presenti all’interno dell’area (impianti di sollevamento, cabine dell’ENEL, cabine di decompressione del gas...)
  • Scheda 10 Depuratori pubblici e privati posti all’interno dell’area.
Va sottolineato il fatto che ai Comuni è stato richiesto di compilare dieci schede per ogni area a rischio, (lasciando ovviamente vuote le schede relative a persone o cose assenti dall’area); in tal modo, ad ogni area soggetta a pericolosità del territorio comunale sono state associate informazioni specifiche e chiaramente distinte da quelle relative ad ogni altra area.
Nel caso poi di zone caratterizzate da diverse tipologie di pericolosità parzialmente o totalmente sovrapposte (ad esempio pericolo di tracimazione di un fiume e contemporaneo pericolo di insufficienza della rete di bonifica) si sono fatte compilare le schede per l’area di dimensioni maggiori e inglobante le altre o, eventualmente, per l’area formata dall’unione delle singole.
Per ogni infrastruttura presente all’interno delle aree (scuole, ospedali, industrie, allevamenti…) è stata inoltre indicata dai tecnici comunali la posizione sul territorio in modo da riportare nella Carta della Pericolosità Idraulica Provinciale la simbologia corrispondente che ne identificasse il posizionamento geografico (vedi cap.3).
Per ognuno dei comuni affrontati è stata infine compilata da questo Ufficio una breve relazione di sintesi che permettesse di inquadrare con la maggiore precisione possibile l’effettivo stato di salute idraulica del comune stesso, evidenziando eventuali rischi connessi al territorio e in particolare alla sua rete idrica e andando inoltre ad inquadrare, per quanto possibile, le fonti di pericolosità più o meno rilevanti; al termine di ogni relazione sono state inserite le schede relative al singolo comune compilate dai tecnici dello stesso.
Questo lavoro di dettaglio è stato svolto su una quarantina di comuni ritenuti rappresentativi e indicativi delle maggiori problematiche idrauliche del territorio ma, per ottenere una fotografia completa del territorio provinciale, si è voluta comunque sentire l’opinione degli altri comuni non studiati singolarmente (circa 60).
Ad ognuno di essi è stata inviata la porzione della Carta della Pericolosità Idraulica Provinciale relativa al territorio comunale di pertinenza, con indicate le ipotesi assunte in merito alle aree a rischio di alluvione per problemi relativi ai fiumi (aree azzurre) e quelle a rischio di bonifica (aree arancioni). Si è in tal modo chiesto di verificare le ipotesi assunte offrendo eventuali incontri per discutere modifiche o aggiunte da apportare alla cartografia provinciale in corso di realizzazione.
In tal modo, diversi comuni che precedentemente non erano stati approfonditi hanno potuto evidenziare eventuali problematiche locali non ancora affrontate, nonché evidenziare eventuali ulteriori aree soggette a rischio di allagamento, aree che sono state anch’esse rappresentate in marrone nella Carta della Pericolosità Idraulica Provinciale.
Si è così potuto ottenere un quadro completo di tutte le problematiche del territorio, anche a livello locale. Va da se che ovviamente il fatto di avere collaborato approfonditamente con quaranta comuni e avere comunque sentito l’opinione di altri sessanta, ha causato uno di quei problemi di omogeneità dell’informazione di cui si è già parlato: questo perché in alcuni casi ci si è scontrati con carenze di organico dei Comuni che hanno impedito agli stessi di seguire in modo adeguato il problema, in altri casi perché il personale tecnico non è stato in grado di fornire informazioni precise sulle problematiche idrauliche a livello locale e così via.
In poche parole, se alcuni comuni hanno proposto una serie di integrazioni in merito alle aree soggette a pericolosità idraulica e discusso approfonditamente il problema compilando in dettaglio le schede già citate, altri si sono limitati a confermare le ipotesi fornite dagli enti competenti sui corsi d’acqua e a riportare a grandi linee le informazioni richieste nelle schede (per una piccola percentuale di comuni non si è nemmeno riusciti ad ottenere la compilazione delle schede).
Questo si evidenzia con chiarezza andando a leggere le relazioni di sintesi relative ai comuni studiati: in alcuni casi esse sono dettagliate, accompagnate da schede estremamente precise e permettono di inquadrare con grande precisione i problemi idraulici del territorio, in altri sono decisamente meno approfondite e accompagnate da schede che riportano soltanto alcune delle informazioni effettivamente utili.
 
 
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