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Il rischio idraulico nella Provincia di Padova
 
Provincia di Padova - Protezione Civile
Progetto "Il rischio idraulico nella Provincia di Padova"
Premessa

Copertina

Il rischio idraulico rappresenta per il territorio padovano sicuramente l'evento calamitoso più frequente e che interessa una larga parte del territorio stesso. Non passa anno che zone più o meno vaste vivano momenti di sofferenza idraulica a seguito di precipitazioni particolarmente abbondanti ma non certo straordinarie, mentre eventi come quelli della grande alluvione del novembre del 1966 non sono stati affatto scongiurati da particolari opere idrauliche o da un più oculato uso del territorio. Al contrario una sempre crescente cementificazione non accompagnata da una necessaria consapevolezza del possibile danno al territorio sotto il profilo idraulico ha portato ad una antropizzazione dello stesso oggi difficilmente reversibile.
Per tali motivi la predisposizione di Programmi Provinciali di Previsione e Prevenzione quale competenza delle Province attribuite dalla legge N°225/92 doveva necessariamente avere nel rischio idraulico l'obiettivo primario di questa Amministrazione.
Tale studio è stato condotto sulla base delle indicazioni fornite dal gruppo di lavoro appositamente costituito nell'ambito della 5° commissione "Esondazioni e siccità" del Comitato Provinciale di Protezione Civile sia per il reperimento del materiale relativo a studi già effettuati da altri Enti, sia per una corretta impostazione tecnica del lavoro.
Una paziente attività di studio e di ripetuto confronto con i vari Enti (Magistrato alle Acque, Consorzi di Bonifica, Autorità di Bacino, Regione, e Comuni del territorio) ha portato alla redazione di una carta della pericolosità che individua le zone ritenute a rischio sia per possibili esondazioni dei corsi d'acqua maggiori, sia per possibili problemi connessi alla rete di bonifica.
Per una quarantina di Comuni giudicati più a rischio, grazie alla collaborazione offerta dagli uffici comunali, è stato possibile associare alla cartografia una relazione tecnica ed una serie di schede sulle infrastrutture presenti nelle singole zone a rischio.
Un lavoro, pertanto, che pur restando nell'ambito di una attività di analisi delle problematiche, fornisce preziosi elementi necessari alla predisposizione dei successivi piani di emergenza, siano essi comunali o meglio sovracomunali, oltre che ad una corretta pianificazione territoriale.

Leonardo Martinello
Assessore Protezione Civile
Introduzione

Lo studio del rischio idraulico che insiste su di un territorio di dimensioni ingenti quale quello della Provincia di Padova, presenta notevoli difficoltà in funzione di una serie di problematiche piuttosto articolate.
Il presente lavoro è il frutto di tre anni di attività svolte in stretta collaborazione con gli Enti competenti e con i Comuni del territorio e finalizzate all'inquadramento delle problematiche causate o in qualche modo legate al gran numero di corsi d'acqua che solcano il territorio provinciale (2141,6 km2).
La filosofia che ha guidato la Provincia di Padova nella realizzazione di questo progetto, è stata basata su un continuo confronto: con i molti Enti competenti sui vari corsi d'acqua, con i Comuni e i loro tecnici, ma anche con i gruppi di volontari della Protezione Civile. Non solo dunque con chi le acque le studia e gestisce da un punto di vista tecnico, ma anche con chi ci convive e ne conosce bene le problematiche.
Ecco allora che agli studi di carattere prettamente idraulico, sviluppati appositamente o tratti dai lavori già esistenti, è stato affiancata una verifica delle ipotesi assunte condotta a vari livelli: dal confronto con il Magistrato alle Acque, ovvero con lo Stato, a quello con il Genio Civile, ovvero con la Regione, da quello con i Consorzi di Bonifica a quello con i vari Comuni e inoltre con molti Gruppi Comunali di Protezione Civile.
Si sono così potute inquadrare le problematiche maggiori del territorio, quelle causate dai grandi fiumi o dalla rete di bonifica, ma anche quelle locali, di dimensione e estensione limitata, che magari interessano un solo comune ma a questo causano disagi non indifferenti.
In questo sta la peculiarità e forse l'effettiva utilità del presente lavoro: integrare la conoscenza relativa alle problematiche maggiori, forse condotta con maggiore approfondimento in lavori analoghi oggi in corso di svolgimento presso altri Enti (si pensa in particolare alle Autorità di Bacino e ai Piani Stralcio per l'Assetto Idrogeologico attualmente in corso di svolgimento) con una informazione di dettaglio difficilmente riscontrabile in lavori simili.
Per quasi la metà dei comuni del territorio, quelli considerati più a rischio, si è cercato infatti di approfondire l'informazione andando sul luogo, parlando direttamente con i tecnici degli Uffici Comunali, con la Polizia Municipale e con i Gruppi di Volontari della Protezione Civile, in modo da inquadrare e dettagliare maggiormente quanto indicato negli studi condotti su scala maggiore, così da affiancare alle macroaree soggette a pericolosità ad esempio secondo le informazioni dell'Autorità di Bacino o dei Consorzi di Bonifica, le fonti di rischio presenti a livello locale ignorate o sottovalutate dagli studi condotti su scala maggiore.
Inoltre, per questi comuni maggiormente soggetti a rischio idraulico si è approfondita l'informazione relativa alle aree alluvionabili attraverso una valutazione della vulnerabilità delle stesse. I rispettivi uffici tecnici hanno perciò inquadrato e censito in apposite schede le caratteristiche principali delle aree a rischio: per ognuna di esse, sono state ad esempio indicate le persone che necessitano di soccorso in caso di emergenza, le scuole, gli impianti sportivi, ma anche le industrie a rischio e gli allevamenti.
Tutti gli altri comuni, ritenuti soggetti a minor rischio idraulico, sono stati comunque interpellati e hanno avuto la possibilità di evidenziare problematiche locali sfuggite negli studi condotti da questo Ufficio e dagli Enti competenti sui diversi corsi d'acqua.
E' appena il caso di accennare al fatto che questa impostazione del lavoro, se da una parte ha comportato una ricchezza e completezza di informazione sicuramente positiva, dall'altra è stata causa di problemi legati all'omogeneità dei dati a causa della loro provenienza da fonti diverse.
Ad esempio, il rapporto con le amministrazioni locali ha permesso di riscontrare atteggiamenti assai diversi da Comune a Comune; se in molti casi la collaborazione è stata immediata ed esaustiva, in altri non si è riusciti ad approfondire l'informazione nel modo voluto, proprio per la scarsa attenzione degli interlocutori a livello locale, in alcuni casi giustificata da carenze di organico, in merito alle problematiche affrontate.
 
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